SISMABONUS e RIFACIMENTO TETTO -parte 2

In questo articolo, concludiamo l’argomento SISMABONUS e rifacimento del tetto, portando un esempio pratico…

Come avevamo visto nel precedente post, un intervento locale per sua stessa natura, non prevede lo studio dell’intero edificio (o meglio dell’intera struttura).

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E questo sarebbe sicuramente un vantaggio per la pratica al Genio Civile (in quanto di minore impegno), ma anche uno svantaggio per la pratica SISMABONUS (in quanto non prevede la detrazione).

Tuttavia, se il Progetto strutturale prevedesse la modifica di altre parti dell’edificio (e non solo del tetto), si passerebbe in pratica da un INTERVENTO LOCALE ad un intervento di MIGLIORAMENTO SISMICO.

E questo sarebbe sicuramente uno svantaggio per la pratica al Genio Civile (in quanto di maggiore impegno), ma anche un vantaggio per la pratica SISMABONUS (in quanto prevede la detrazione).

Facciamo allora un esempio pratico…

Immaginiamo, in un semplice edificio residenziale, di voler rifare la copertura (ad esempio in legno).

Per realizzare questo intervento, si effettueranno le seguenti lavorazioni:

  • SMONTAGGIO DELLA PICCOLA ORDITURA (tavolati e travetti).
  • SOSTITUZIONE DELLA GRANDE ORDITURA (capriate e travi portanti)
  • RIMONTAGGIO DELLA PICCOLA ORDITURA (tavolati e travetti).

In pratica, si interverrà sugli elementi (evidenziati di rosso) in figura:

Questo intervento è, a tutti gli effetti, un INTERVENTO LOCALE e quindi (come visto in precedenza) DIFFICILMENTE AMMESSO AL SISMABONUS.

Adesso invece, pensiamo allo stesso intervento, ma rendiamolo un po più… “impegnativo”.

 

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Per realizzare questo secondo intervento, si effettueranno quindi le seguenti lavorazioni:

  • SMONTAGGIO DELLA PICCOLA ORDITURA (tavolati e travetti).
  • REALIZZAZIONE DI UN NUOVO CORDOLO PERIMETRALE.
  • SOSTITUZIONE DELLA GRANDE ORDITURA (capriate e travi portanti)
  • REALIZZAZIONE DI UN NUOVO TAVOLATO RIGIDO.

In pratica, si interverrà sugli elementi (evidenziati di rosso) in figura:

In pratica, l’unica differenza rispetto al primo intervento, è di aver aggiunto un nuovo cordolo e sostituito il vecchio tavolato con uno rigido (piano rigido).

Ma in termini “strutturali” (o meglio rispetto alle Norme Tecniche delle Costruzioni), questa differenza è notevole!

Infatti, mentre il primo era un semplice INTERVENTO LOCALE, il secondo è diventato (a tutti gli effetti), un intervento di MIGLIORAMENTO SISMICO.

Ed essendo un MIGLIORAMENTO SISMICO, riguarda (in base alla Normativa), l’intera struttura dell’edificio.

Pertanto, risponde esattamente a quanto richiesto per il SISMABONUS.

A conclusione di tutto questo discorso, voglio darti quindi un consiglio pratico:

Ogni volta avrai un INTERVENTO LOCALE  “importante” (come in questo caso del rifacimento di un tetto intero), ragiona diversamente!

Prevedi qualche altra opera. Magari anche piccola, ma strategica…

E trasforma così l’INTERVENTO LOCALE in un MIGLIORAMENTO SISMICO.

La Progettazione strutturale sarà forse più difficile.

Ma il SISMABONUS, sarà sicuramente più facile!

Un caro saluto.
Ing. Luigi Tarquini.

NB: Le risposte qui riportate, per quanto ragionate, sono mie personali interpretazioni della Normativa (pubblicate con il solo fine della condivisione).
Pertanto, non intendono avere alcuna valenza Legale.

AGGIORNAMENTO!! SONO USCITI
IMPORTANTI CHIARIMENTI.
LI TROVI IN QUESTO NUOVO ARTICOLO

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maurizio Goracci

Grazie, è chiaro, ma con quale criterio si dimostra all’agenzia delle entrate questo tipo di miglioramento ?
Poi, ai fini delle NTC 2018, i lavori rientrano sempre come intervento locale giusto? Non c’è bisogno di fare tutta la modellazione.
Se la porzione di copertura è di una singola proprietà compresa in un aggregato con altri proprietari confinanti, allora gli interventi risultano ancora deducibili ancorchè eseguiti solo in una parte del contesto?

Maurizio

Francesco Caparello

Salve Ing. Tarquini, sono proprietario di una unità immobiliare posta al 1° piano di una bifamiliare, gli altri proprietari vivono al 2° piano. Il sotto-tetto è una soffitta a comune accessibile da botola retrattile, non abitata da nessuno e dove non sono presenti impianti. E’ possibile intervenire sulla struttura del tetto così come l’esempio che ha riportato accedendo al sismabonus? In caso affermativo, dato che penso la struttura riguarda un intervento trainante, si potrebbe procedere anche con la sostituzione del manto di copertura come intervento trainato e sfruttare sempre le detrazioni del sismabonus 110%?
Grazie
Saluti
Francesco

Marco

Buonasera, ma la sostituzione di una vecchia copertura in legno (con relativo miglioramento sismico) di un sottotetto non abitabile, rientra nel sismabonus 110%?

Paolo Mora

Buongiorno Ing. Tarquini
grazie per le considerazioni che ci regala, le chiedo ulteriormente , se il tetto con copertura in cemento, fosse sottoposto allo smontaggio e rifacimento della struttura in legno rientrerebbe nella categoria contemplata dal sismabonus? E se, nel rifacimento dello stesso si potrebbe contemplare l’isolamento qualora il locale a diretto contatto fosse privo di riscaldamento ed agibilità
Grazie

Lorenzo

Buongiorno,
non capisco come nell’esempio proposto l’aggiungere il cordolo faccia passare l’intervento da locale a miglioramento. Nella mia zona continuerebbe ad essere un intervento locale secondo le NTC 2018. Inoltre anche ipotizzando di fare un miglioramento (come pratica al genio civile) di fatto non si è intervenuti “sull’ intero edificio”.

simone

buongiorno. ero felice di aver letto l’articolo con la soluzione del cordolo, mi calzava a pennello. sono proprietario di piano secondo, tezzile e tetto (mia proprietà esclusiva al catasto). i muri perimetrali confinano con atri edifici, fatti in pietra, sarebbero da rinforzare.
alla luce delle ultime novità farei un intervento su una parte in comune (tetto)rinforzando l’edificio intero ma agendo su un tezzile mio.
avrei diritto al supersusmabonus?

CARLO PESCATORI

Buongiorno ing. Tarquini,
vorrei porle un quesito nelle veste di proprietario ma anche di architetto. Mi trovo in una condizione simile a quella da lei rappresentata in figura all’inizio di questo post, ma con la differenza che vorrei rimuovere totalmente (struttura portante, tavolato, pannelli coibenti, guaina, coppi) una parte della copertura esistente, realizzare un cordolo di rinforzo e sopraelevare una parte della casa con struttura in Xlam o a telaio (sempre legno), ovvero la zona dove ora c’è un sottotetto SNR (soffitta). Abito nel Comune di Venezia che, da quello che so, tra qualche giorno, passerà in zona sismica 3 e quindi accessibile al Superbonus. Secondo il suo parere, l’intervento può rientrare nel Superbonus-Sismabonus 110%, condiserato che si tratta di demolizione e ricostruzione con aumento di volume e modifica dei prospetti (anche se soloparziale)? Grazie per la risposta (se ha bisogno di chiarimenti non esiti a richiedermeli).

CARLO PESCATORI

Gentile Ing.
la ringrazio per la risposta. Se mi fornisce un indirizzo mail potrei mandarle una ricostruzione virtuale dell’intervento descritto che comunque è una demolizione parziale della copertura esistente (o meglio la demolizione della copertura di un “ala” del fabbricato) e la conseguente sopraelevazione con nuova copertura. Quello che mi preoccupa è la sua frase “adeguamento sismico di tutto il fabbricato” che risulta risalire ai primi anni ’50 ed è in muratura a due teste con solai in latero cemento e copertura in legno.
Un cordiale saluto

Mariano

Buongiorno Ing. e complimenti innanzitutto per la chiarezza espositiva. Il nostro caso è il seguente. Edificio terra tetto in centro storico di nostra proprietà. Presenza di una seconda unità immobiliare al piano -1 pertinenza, non di nostra proprietà. L’edificio è collegato ai due lati con altri 2 edifici. Il tecnico vorrebbe effettuare un intervento di sostituzione del tetto in legno con altro tetto lamellare, più leggero. Voleva appunto impostarlo come intervento locale. Il tecnico ora si pone il problema che essendo in centro storico non è possibile intervenire soltanto sul nostro immobile ma si dovrebbe intervenire in modo congiunto su tutta la schiera. Cosa impossibile. Le chiedo dunque un parere sull’applicazione del sisma bonus nei centri storici. La ringrazio in anticipo e sono disponibile a fornire documentazione.

Luca

Buonasera Ingegnere, vorrei mostrarle il mio caso: abitazione costituita da 3 piani (3 u.i. di civile abitazione) e una mansarda (2 u.i. adibite a cantine) con pareti in muratura e copertura delle mansarde con travi di legno, filetti e pianelle e a finire tegole. L’edificio in questione è in testata dell’isolato e collegato strutturalmente a quello adiacente a sud, di altra proprietà. Vorremmo rimuovere le attuali travi in legno massiccio e sostituirle con travi in legno lamellare, mettere tavolato e sul perimetro inserire un cordolo (piatto) in acciaio con barre verticali ogni 50 cm che vanno a cucire le pareti perimetrali. Dopodichè isolante, guaina e tegole. A questo punto credo che abbiamo svolto un miglioramento sismico. Ma nell’analisi sismica globale dell’edificio (ante e post intervento) bisognerebbe dimostrare il salto di almeno una classe di rischio?
Tale intervento è agevolabile con sismabonus 110%?

davide

buongiorno io ho una vecchia casa in pietra in montagna con stufe a legna posso mettere caldaia a legna con impianto termo con ecobonus 110%? grazie

davide

grazie una buona giornata

Aurelio Durigon

Salve ingegner Tarquini,
molto interessante quello che lei ci spiega.
Approfitto quindi anche io per sottoporle il mio caso e chiederle se secondo lei rientri nel Sismabonus 110%.
Abito in montagna in una casa di pietra del 1900 quadrifamigliare con ingressi autonomi.
E’ una casa isolata con piano terra, 3 piani e soffitta. Il tetto ha una copertura in tegole tipo marsigliese, il cui peso totale calcolato è di circa 10 tonnellate. Si percepisce quindi chiaramente quali danni possano provocare le eventuali oscillazioni sismiche che scuotessero questa notevole massa. Pensavo quindi, assieme ai miei coinquilini, di alleggerire il tetto sostituendo tutta la copertura con quadrotti di alluminio, mantenendo però l’orditura in legno antica, che risulta ancora in buono stato. Mi sembrerebbe un notevole miglioramento antisismico, che dovrebbe rientrare nel Sismabonus 110%.
Cosa ne pensa? grazie

Antonino Pecora

Buongiorno ingegnere, in una villetta degli anni settanta in cemento armato ad una elevazione, il cui tetto a padiglione appoggia sulla soletta laterocementizia, si può rifare il tetto la cui struttura lignea è molto deteriorata?, costruendo una struttura metallica, con profilati He ed IPE, che non collabora con quella esistente ma che tramite una pilastratura esterna, sempre in acciaio e distanziata dai pilastri esistenti in ca, scarica il proprio peso sulla platea esterna, tramite una travatura in acciaio da porre sotto la pavimentazione esterna e per tutto il perimetro rettangolare della costruzione. trattasi in pratica di una gabbia metallica opportunamente calcolata che sostiene il tetto ricostruito in maniera indipendente dalla vecchia struttura in ca. La domanda che le pongo è: questo tipo di intervento può rientrare nel sismabonus 110 dato che sottrarre la vecchia struttura dal peso del proprio tetto potrebbe essere considerato un miglioramento statico complessivo del fabbricato esistente? Grazie

Antonino Pecora

Grazie ingegnere per la sua consulenza mi è molto utile la sua opinione e i suoi consigli, io sono un architetto che mi occupo in prevalenza di progettazione architettonica e quanto mi capitano dei casi particolari da risolvere dal punto di vista strutturale, soprattutto se si vuole far rientrare il lavoro nel SB110 che in questo caso assorbirebbe costi elevati di realizzazione, chiedo sempre a colleghi più specializzati nell’ambito. Anchio penso che si possa trattare di MS anche se un mio collega, mostrandogli il mio progetto ritiene che nonostante ci sia un miglioramento sismico della struttura esistente si tratta in realtà di una sopraelevazione in quanto nella nuova configurazione ho aumentato un bel po la volumetria del tetto, cmq in conformità al regolamento edilizio comunale vigente. Chiederò al Gc se mi accettano la pratica come MS e sarei ben lieto se fosse possibile inviarle qualche rendering del progetto per una sua ulteriore opinione. La ringrazio e le invio cordiali saluti

Tommaso

Buongiorno. Vorrei sapere cortesemente se si sia acclarato da
parte dell’agenzia delle entrate o dai LLPP che nel caso di demolizione e ricostruzione per il solo Sismabonus 110, la classe di rischio Ante possa non essere svolta. Inoltre per congruità dei prezzi devo fare il computo del costo della demolizione e del nuovo edificio solo limitatamente alla struttura con murature pavimenti, intonaci e che altro il tutto con IVA? Nel modello B cosa devo indicare sempre 96000x 1,1x unità o ciò che mi rinviene dal computo indicando il prezziario di riferimento. Ho letto circa il quadro comparativo con l’offerta dell’impresa questo per il modello B1 del D.L. struttura che significa ? grazie e cordialità

Tommaso Brucoli

Chiedo scusa per SISMABONUS 110 intendo solo demolizione e ricostruzione per acquisti Lei ha detto che il CME comprende TUTTE le lavorazioni quindi tutto il costo dell’architettonico comprensivo degli impianti ? Nel modello B cosa devo indicare sempre 96000x 1,1x unità o ciò che mi rinviene dal computo indicando il prezziario di riferimento. Grazie e cordialità

ERNESTO

Buonasera Ingegnere,
Le chiedo una delucidazione in merito alla sostituzione della copertura in legno, nel mio caso un cliente deve sostituire la copertura in legno, la direzione delle falde non si modifica e neanche l’altezza, inseriremo un cordolo in c.a. e posizioneremo un pacchetto nuovo sopra le travi. Nel Suo esempio fa capire che è sempre obbligatorio che l’intervento avvenga in miglioramento sismico, ma se nella sostituzione della copertura si fanno delle verifiche tra lo stato ante e post e queste non comportano una significativa variazione di rigidezza nel piano ai fini della redistribuzione delle azioni sismiche, anche perchè la differenza tra prima e dopo sta solo nel pacchetto di copertura, il tavolato come era presente verrà rimesso. In questo caso l’intervento non varia significativamente il comportamento della struttura nel suo insieme e non comporta una riduzione dei livelli di sicurezza preesistenti secondo quanto previsto al § 8.4.1. del DM 17/01/2018, ritengo di poter intervenire come INTERVENTO LOCALE e applicare il supersismabonus 110% potendo utilizzare il metodo semplificato. Potrebbe spiegarmi se sbaglio qualcosa.
La ringrazio in anticipo.

ERNESTO

Egr. Ing. Tarquini,
La ringrazio per la risposta, in virtù di queste importanti risposte dalla Commissione,
se dimostro che si tratta di intervento locale ed eseguo una verifica semplificata, presentando a breve la pratica (visto l’urgenza nel presentare la pratica), utilizzando gli allegati B e B1 del 329/2020, secondo Lei sbaglio o sarebbe meglio aspettare le nuove disposizioni o linee guida?

Massimo

Salve, le considerazioni sul tetto sono chiare. E’ evidente che su una abitazione datata da ristrutturare, il rifacimento del tetto (che in una casa datata sicuramente non sono limitati alla sostituzione dei travetti) sarebbe incentivabile al 110.
Essendo trainante sono collegabili altri interventi, ma non mi è chiaro cosa. Ad esempio:

  • modifica dei muri interni (abbattimento di muri, apertura di vani ecc)
  • interventi per la riduzione della risalita dell’umidità
  • rifacimenti interni (si immagini ci sventrare proprio l’abitazione).

Questi ad occhio avendo un impatti “sismico” dovrebbero poter essere ammessi. O sbaglio?

Elena Rama

Buongiorno ing. Tarquini, mi collego a questa risposta per un chiarimento: stiamo sistemando la nostra casa e usufruiremo dell’ecobonus 110 già superando il massimale. Ora abbiamo aggiunto anche l’intervento di sismabonus per il rifecimento del tetto… La copertura del tetto con le tegole, le grondaie e i pluviali sono strettamente collegate al rifacimento nto del tetto quindi posso farle rientrare nel sismabonus? Grazie mille.

Elena Rama

Grazie! Ma è necessario rispettare un prezzo massimo al metro quadro (tipo l’ecobonus) o bisogna rispettare il tetto di 96.000 ovviamente rispettando i prezzi di mercato?

Giovanni

Buongiorno Ingegnere Tarquini, sono un geometra che ha appena comprato casa (villetta unifamiliare indipendente) alla quale procederò con la ristrutturazione. Oltre agli interventi di cappotto, sostituzione impianto riscaldamento e infissi, procederei alla sostituzione della copertura in legno la quale presenta infiltrazioni meteoriche e comunque fatiscente accoppiata ha un cordolo in ca. Condivido appieno la sua interpretazione, ma ho un quesito: se modifico (aumento) lo sporto della gronda rispetto allo stato di fatto, rientra ancora al 110%?. In caso di risposta positiva, se la somma di tutti gli interventi (eco + sisma) supera il limite di spesa di 96000€, posso far rientrare solo una parte dell intervento della copertura (esempio solo cordolo ca con grande e piccola orditura) e il resto al 50%?

Ringrazio

Anesa geom. Giovanni

Giovanni

La ringrazio per la risposta Ingegnere. Ma se vige la “legge” che per effettuare l’intervento principale (cordolo in ca) rientrano anche in detrazione gli interventi secondari ma necessari per eseguire il primo (togliere il tetto per fare il cordolo) perché non può rientrare il tutto? E poi anche se si dovesse modificare la forma, nessun punto del SismaBonus dice che non si può fare.. tra l’altro migliorerei anche la classe sismica anche se non necessaria visto che il tetto. Mi scuso se pongo domande magari scomode ma un parere da un ingegnere come lei é prezioso.
ringrazio. Giovanni

Giovanni

Ma quindi se smonto il tetto (legno deteriorato) per fare il cordolo in ca (primo miglioramento antisismico) e poi lo rifaccio in legno lamellare ( (Probabile secondo miglioramento antisismico) modificandolo per quanto riguarda lo sporto di gronda é detraibile sia tetto che cordolo al 110 o solo il cordolo e il tetto al 50? Ho letto l’aggiornamento ma non riesco a capire per quanto riguarda il tetto.

Ringrazio vivamente Giovanni

Giovanni

Allora, vediamo se ho capito.. siamo d’accordo che il cordolo in ca é MS e va al 110. Mentre il tetto, se si fa passare come MS non si può modificare la forma, in quanto, come ha detto lei, la regola della forma appunto riguarda solo i MS. Ma se il tetto si fa rientrare come opera secondaria ma necessaria per poter fare l’MS (cordolo in ca) si può anche modificare.. o non é questo il ragionamento?.
Probabilmente la nostra incomprensione è nata al mio primo commento dove le dicevo che avrei rifatto la copertura abbinandola a in cordolo in ca e lei mi diceva che essendo int.loc. Non avrebbe modificato la gronda in quanto intervento funzionale e non sismico. Forse non si ricorda che avrei fatto anche il cordolo?
Ringrazio vivamente

Giovanni

giovanni

ok quindi secondo me il doppio intervento (cordolo in ca + rifacimento copertura con modifica della forma + tavolato rigido dove in quella esistente è assente) è un MS. giusto? o solo il cordolo in ca è MS e la copertura un int.loc.?

Poi, anche se dovesse essere solo il cordolo un MS, la copertura entra in detrazione in quanto opera necessaria per fare il cordolo. Ma in questo caso, essendo opera secondaria ma necessaria, può essere modificata la forma?
grazie

giovanni

si è stato chiaro. Alla fine, anche se inserisco un tavolato rigido, il rifacimento della copertura resta comunque un intervento locale e quindi senza possibilità di modificare la forma (anche se detraibile al 110 come chiarito per int.loc.). L’unica strada percorribile per la modifica della forma è capire, visto che il cordolo è accertato che è un MS, se la copertura può essere modificata o no essendo un intervento secondario ma necessario. C’è qualche p.to delle NTC2018 o chiarimenti a riguardo?
grazie

MAURIZIO

Buongiorno Ing. Il mio ing. strutturale ha previsto come miglioramento sismico la demolizione e ricostruzione del tetto. Il mio termotecnico da un confronto con ing. strutturale ha evidenziato che sulla nuova copertura “per il rispetto di requisiti regionali” va prevista una coibentazione minima di 6 cm xps L’ing. strutturale lo ritiene un intervento di miglioramento termico in accollo al 50% L’ing. termico e anche per me è un intervento correlato e collegato e quindi trainato dal sismabonus Se venisse fatto come intervento termico i requisiti sarebbero di almeno 18cm Nota la coibentazione è gia prevista nell’estradosso del solaio inquanto superficie disperdente

sergio

Buongiorno ho un appartamento in un centro storico e devo ripristinare il tetto però ho un problema il tetto in questione è da tre lati rivolto in strada e da uno appoggiato ad un’altro fabbricato più alto posso usufruire del sisma bonus?

Mirco

Buongiorno ing. Tarquini,
la soluzione del cordolo perimetrale mi consentirebbe di accedere al sismabonus per il rifacimento dell’attuale tetto con travi a vista, colonne in legno e regole in laterizio. Volendo tuttavia recuperare il sottotetto per relizzarci due camere e un bagno sarebbe necessario spostare il colmo con alzamento di una falda e prolungamento dell’altra falda e modifica parziale scala di acesso. Inoltre il nuovo tetto sarebbe coibentato e dunque passibile di riqualificazione energetica. Tuttavia configurandosi come un parziale ampliamento in altezza e costruzione dei muri interni si verrebbe a perdere il sima bonus ed eventuale ecobonus, ovvero sarebbero valevoli solo per la volumetria già esistente o anche per il volume relativo all’ampliamento ?!
Grazie

Elena Rama

Buongiorno ing. Tarquini, avrei bisogno di un chiarimento un chiarimento: stiamo sistemando la nostra casa e usufruiremo dell’ecobonus 110 già superando il massimale. Ora abbiamo aggiunto anche l’intervento di sismabonus per il rifacimento del tetto… La copertura del tetto con le tegole, le grondaie e i pluviali sono strettamente collegate al rifacimento nto del tetto quindi posso farle rientrare nel sismabonus? Inoltre mi chiedevo se il sismabonus ha un massimale al metro quadro (tipo l’ecobonus 110) o deve rispettare il massimale totale di 96.000 rispettando i prezzi di mercato. Grazie mille.

Lorenzo

Buongiorno Ingegnere, ho una diatriba con il progettista strutturale che mi sta curando un intervento di miglioramento sismico in un fabbricato residenziale di mia proprietà. Tra le altre cose si sostituisce la copertura proprio come l’esempio del MS del suo articolo (cordolo perimetrale e sostituzione integrale della copertura con nuovo tetto in legno lamellare). Verranno fatte anche le opere obbligatorie/accessorie come linea vita, il pacchetto isolante, guaine e ovviamente le grondaie . Il progettista sostiene che queste ultime opere non possono rientrare nella detrazione 110 perchè non sono opere strutturali, mentre ho letto articoli dove si sostiene che sono interventi “trainati”, e del resto, contribuiscono pure loro a preservare la struttura lignea da un veloce degrado e quindi dal decadimento delle proprietà migliorative antisismiche (penso in particolare alle guaine, agli isolanti e ad una corretta posa del manto di coppi. E’ corretta la mia ipotesi?

Alessandro Napoli

Buongiorno ingegnere, nel rifacimento della copertura di un edificio composto da due unità abitative (stesso proprietario) e sottotetto non abitabile il massimale di cui tenere conto per il sismabonus è 96mila oppure 96mila per u.i.?Cambierebbe qualcosa nel caso di due unita immobiliari con due proprietari. Grazie infinite

sandro brezzo

Buongiorno Ingegnere, avrei piacere di un suo chiarimento in merito a questa situazione: edificio unifamiliare sul quale stiamo preparando progetto energetico 110% (cappotto, PDC, infissi ed altro), tetto in legno non isolato che presenta debolezze strutturali. Nelle spese “sismabonus”per rifare il tetto sono comprese le spese per il materiale isolante del tetto? In caso positivo, ci sono dei riferimenti normativi che io possa mostrare ai tecnici che seguono il mio progetto? la ringrazio molto per il tempo che dedica a tutti noi

FEDERICA

ING. TARQUINI BUONGIORNO,
GRAZIE PER LE INFO CHE HA INDICATO.
IO STO INIZIANDO UNA RISTRUTTURAZIONE STRAORDINARIA DEL MIO FABBRICATO, ACCATASTATO IN A3, E SUL TETTO ANDIAMO A FARE LE SEGUENTI LAVORAZIONI:

  • SMONTAGGIO DELLA PICCOLA ORDITURA (tavolati e travetti).
  • REALIZZAZIONE DI UN NUOVO CORDOLO PERIMETRALE.
  • SOSTITUZIONE DELLA GRANDE ORDITURA
  • REALIZZAZIONE DI UN NUOVO TAVOLATO RIGIDO.

RIENTRA NEL SISMA BONUS CON IL MIGLIORAMENTO DELLE 2 CLASSI DI RISCHIO??? OLTRE A CIO’ ANDIAMO A FARE UNA RISTRUTTURAZIONE TOTALE SUL FABBRICATO.
GRAZIE, SALUTI.
FEDERICA

Domenico

La mia domanda è semplicemente capire cosa rientra e non nel 110 a seguito dell’ esucuzione di rifacimento tetto come da lei indicato. In pratica le tegole, i docci ….vrazie

Luca

Buongiorno Ing. Tarquini,
La mia abitazione, è composta da struttura in cemento armato, compreso il tetto..
Attualmente abbiamo 2 piani con il sotto tetto non abitabile, ma accessibile con scala retrattile… Vorremmo ampliare la casa, andando a demolire il tetto per alzarlo e rendere la mansarda abitabile.
con questo tipo di opera, è possibile rientrare nel bonus 110% ? se si solo in quello sismico?
Altra richiesta è data dal fatto che siamo confinanti sia a dx che a sx con altre proprietà a schiera.

Grazie in anticipo

Lorenzo

Buonasera Ing. Tarquini,

grazie innanzitutto del tempo che dedica a chiarire i dubbi dei non addetti ai lavori.

Le vorrei chiedere un parere relativamente al Sismabonus: abito al IV piano di un palazzo a Genova della prima metà del 900. Metà del tetto è a spiovente e di un altro condominio, l’altra metà è del mio condominio ed è piatto ma non attrezzato per l’accesso, salvo interventi dei tecnici. Volevo sapere se secondo lei è possibile prendere in considerazione il sismabonus per rifare la nostra metà di tetto rendendolo anche accessibile e sfruttabile, valutando ovviamente altri interventi non invasivi sulla facciata per poter avere un intervento non localizzato solo sul tetto. Se si: a quale figura professionale dovrei rivolgermi per avere un primo supporto da portare poi in assemblea condominiale?

Grazie mille e saluti.
Lorenzo

Giovanni

Buonasera ingegnere, grazie in anticipo della risposta; in un aggregato edilizio formato da n. 2 US realizzate in tempi diversi ma adiacenti e con diversa tipologia di muratura (pietrame irregolare in un caso e muratura in blocchi di tufo nell’altra) ciascuna formata da più unità abitative, dovendo intervenire sulla sola US in muratura di pietrame, l’intervento previsto dallo strutturista è quello del completo svuotamento della struttura con conseguente rifacimento delle strutture portanti (fondazione a platea, struttura in elevazione in acciao, copertura con struttura portante in acciao) in quanto la struttura è fatiscente, i solai esistenti in legno sono sfondati ecc., inoltre non è praticabile una demolizione e ricostruzione della US per la presenza dell’altra; un intervento di questo genere, in cui rimane la sola muratura perimetrale che di fatto viene scaricata completamente e andrà a costituire la tamponatura della nuova struttura alla quale sarà collegata, come va inquadrato? Al Genio Civile hanno suggerito di impostare la struttura in acciao come nuova costruzione, ma lo strutturista nutre dubbi sulla cosa, in quanto, tra le altre cose, il sismabonus 110 non prevede le nuove costruzioni; o si può trattare come nuova costruzione per il Genio e diversamente per il sismabonus? Infine: bisogna tener conto dell’influenza dell’US adiacente, nella quale ci sono difficoltà di accesso in quanto il proprietario vive altrove? Grazie ancora

Fabio

Buonasera ing. Tarquini,
Io mi appresto a rifare un tetto di legno che poggia su una soletta di laterocemento su una casa di 2 piani costruita in cemento armato.
Mi sembra chiaro che in questo caso, rifare semplicemente un tetto in legno con isolamento, non potrebbe rientrare nel sisma bonus.
Tanto meno credo abbia senso costruire un cordolo di CA perimetrale.
Quale potrebbe essere secondo lei un intervento aggiuntivo che da diritto al SB in questo caso?
Grazie.

Vittorio

Buonasera ing.

Ho un vecchio immobile costituito da una (ex)falegnameria al pian terreno e di un appartamento al primo piano che occupa meta’ della superficie della falegnameria , la parte rimanente e’ il tetto della falegnameria stessa.

Devorifare il tetto dell’ appartamento e vorrei ( dovrei) abbattere il tetto della falegnameria per recuperare luce per la parte inferiore ( e renderla abitabile).

Sono entrambi lavori che potrei inserire nel sismabonus ? o solo i costi del tetto dell’ appartamento sono inseribile nel sismabonus?

Molte grazie

Domenico Mastroianni

Ing. Buonasera, vista la sua competenza vorrei farle una domanda, sono proprietario di un abitazione in C.A. anni di costruzione 1990, il tetto è formato in parte da solaio in C.A. e poi in legno con sovrastanti coppi, volendo fare un intervento di sostituzione della grande e piccola orditura, con sovrastante pannelli in lamiera coibentata, (in modo da formare un tavolato con la distribuzione dei carichi maggiore, e soprattutto alleggerire la struttura visto che le lamiere coibentate sono più leggere dei coppi. secondo lei è previsto una detrazione per tale opera con il sismabonus?

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