SISMABONUS 110 e INTERVENTI LOCALI: PRIME RISPOSTE UFFICIALI!

Pubblico questo Articolo, per aggiornarti su una IMPORTANTE novità’! La novità, è che abbiamo finalmente dei chiarimenti ufficiali, riguardo gli INTERVENTI LOCALI ed il Sismabonus 110% (SUPER Sismabonus).

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Nello specifico, riguarda la possibilità di utilizzare gli INTERVENTI LOCALI, per poter accedere al Sismabonus 110% (SUPER Sismabonus).

E’ uscita infatti nel mese di Marzo, la risposta ufficiale di una Commissione Pubblica (“COMMISSIONE CONSULTIVA PER IL MONITORAGGIO DELL’APPLICAZIONE DEL D.M. 28/02/2017 N. 58 E DELLE LINEE GUIDA AD ESSO ALLEGATE”).

La suddetta Commissione (istituita in seno al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), è stata chiamata a rispondere ad un quesito, che recita molto semplicemente:

“Si chiede conferma che gli interventi di riparazione o locali, come
definiti al p.to 8.4 del DM 17 gennaio 2018 (NTC) rientrino tra
quelli ammessi al Superbonus”.

(il documento ufficiale lo puoi scaricare a questo link)

Ebbene, la risposta è stata POSITIVA!

Quindi, un Ente Pubblico si è ufficialmente espresso, ed ha confermato che si, anche gli INTERVENTI LOCALI possono rientrare nel Sismabonus 110%.

Ci tenevo a pubblicare questa importante novità, perchè io stesso (anche tramite le pagine di questo Blog), avevo più volte mostrato dubbi circa questa possibilità.

Va fatta comunque una piccola precisazione: infatti, il documento stesso spiega che solo alcune tipologie di intervento locale possono essere ammesse al Sismabonus 110%.

In particolare, si tratta degli interventi che servono esclusivamente a:

  • Ripristinare singoli elementi danneggiati (o parti della struttura).
  • Migliorare resistenza e duttilità di singoli elementi (o parti della struttura).
  • Impedire meccanismi di collasso locale.

In pratica, restano esclusi tutti gli interventi locali che servono ad effettuare una modifica della struttura.

Ti faccio subito un esempio pratico:

  • Devo rifare un solaio PER AUMENTARE LA SUA PORTATA: OK!
  • Devo forare un solaio PER REALIZZARE UN PASSAGGIO: NO!

Infine, una ultima osservazione.

 

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Questo documento, è una Norma di Legge? La risposta è NO! Ma allora, che valore ha?

In sostanza, è una presa di posizione (pubblica ed autorevole), in merito ad un aspetto della Normativa, che era molto ambiguo.

A mio modesto parere, l’ideale sarebbe se al più presto seguisse una modifica (aggiornamento) della Normativa stessa. Nel dettaglio, andrebbe riscritto l’Art.16,  lettera i) del TUIR n. 917/1986.

Ma allora, un Tecnico come dovrebbe comportarsi?

A mio modesto parere, con questo importante chiarimento, è evidente la direzione del Legislatore: ha deciso definitivamente di includere nel Sismabonus 110%, anche gli Interventi Locali.

Pertanto, seguendo questo indirizzo, potremo “dormire sonni tranquilli”!

Resta il fatto che (fino a che non sarà aggiornata la Normativa), quello che abbiamo (per quanto autorevole), è comunque un parere.

Un caro saluto.
Ing. Luigi Tarquini.

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Barbara Borriero

Buon giorno.
Vorrei sapere se è possibile avere il siamabonus per attuare opere di miglioramento sismico al tetto di una casa (anche se è attaccata ad un’altra e quest’ultima non aderisce al progetto).
Posso anche avere i riferimenti normativi che lo dicono?
Grazie mille

Brucoli Tommaso

Le risulta che l’asseverazione Ante e Post della allegato B possa redigerla anche un professionista terzo che non sia il progettista strutturale ?

ROBERTO CAPRA

Buon giorno
In un’unica unità strutturale vi sono due distinte unità immobiliari disposte orizzontalmente (due piani per unità immobiliare) ed unico tetto posto sul secondo piano di tutte e due le unità immobiliari.
Sarebbe possibile far rientrare nel supersismabonus 110% degli interventi di  riparazione o intervento locale limitati ad una sola unità immobiliare ? Detti interventi sarebbero relativi agli   orizzontamenti (solai) e finalizzati all’aumento della capacità portante, alla riduzione dei pesi, alla eliminazione delle spinte applicate alle strutture verticali, nonché di rafforzamento dei loro vincoli ed ancoraggi alla struttura portante verticale.
Grazie


Claudio

in un interpello l’agenzia ci ha risposto, nella sostanza, che si possono fare tali interventi ma non in centro storico, dove sono vietati interventi su singole unità immobiliari. Che ne pensa?

Leonardo

Salve, ho una situazione simile (intervento locale in centro storico…). Posso chiederle qualche dettaglio in più rispetto alla risposta che ha ricevuto? Ovvero se capisco bene l’AdE le ha esplicitamente detto che sono vietati interventi locali su singole unità immobiliari poste in centro storico, indipendentemente dal caso di specie? Quindi secondo loro per fare un qualunque intervento locale dovrei andare a presentare un progetto unitario su tutto l’aggregato? Grazie

innocenzo

Buongiorno, anche io mi trovo nella medesima condizione e concordo che è un vera fesseria (diciamo così)… potrevi avere il link alla risposta dell’agenzia delle entrate? grazie.

Giovanni

Salve, se possibile avrei 2 domande

  1. In caso di tetto in cemento armato con una delle falde che fu abolita per la realizzazione di un terrazzo (con variante approvata), è possibile rientrare nel Supersismabonus 110% demolendo e ricostruendo il tetto, ripristinando quindi le due falde, questa volta in legno,e realizzando cordoli sommitali per ridurre il rischio sismico, come intervento locale, considerando che tale intervento, urbanisticamente parlando, è inquadrabile come ristrutturazione (art. 3, c. 1, del D.P.R. n. 380/2001)?
  2. In centro storico, (zona A), è possibile realizzare i cordoli sommitali nella situazione prospettata al punto 1, in deroga alle altezze massime e considerando quanto previsto nell’ultimo periodo dell’art. 8.4.3 delle NTC 2018 ?

“NTC 2018 8.4.3. INTERVENTO DI ADEGUAMENTO
[….]
Una variazione dell’altezza dell’edificio dovuta alla realizzazione di cordoli sommitali o a variazioni della copertura che non comportino incrementi di superficie abitabile, non è considerato ampliamento, ai sensi della condizione a). In tal caso non è necessario procedere all’adeguamento, salvo che non ricorrano una o più delle condizioni di cui agli altri precedenti punti.”

Giovanni

Grazie per la sua gentile risposta, provvederò a far effettuare le verifiche presso gli organi competenti locali (GC e Municipio di riferimento),
Per quanto attiene al punto 2 , c’è da dire a mio avviso e a rigor di logica (però purtroppo di questo non ho ancora trovato nessun riscontro normativo né nella dottrina amministrativa) che la realizzazione di cordoli sommitali e il relativo aumento di quota previsto dovrebbero sempre e comunque derogare qualsiasi regolamento edilizio esistente in quanto trattasi di PRESIDIO DI SICUREZZA.

Saluti

Enrica

Buongiorno Ingegnere, come committente sono veramente demoralizzata e ho una gran confusione.
Sono proprietaria di una U.I. di testa di una schiera di 4 abitazioni in muratura a due piani, da ristrutturare.
Geom.: dice che posso demolire la mia parte, senza però toccare il muro in comune col vicino, e ricostruire un nuovo edificio staccato in modo che sia indipendente come struttura, così rientrerebbe nel 110%.
Arch.: dice che non posso staccarmi dal vicino e che quindi dovrei togliere i due solai ed il tetto e rifare una struttura nuova in c.a. interna a quella precedente, sempre per rientrare nel 110%.
Ing.: dice che potrei solo rinforzare i solai con le pignatte mettendo una soletta superiore e fare un “placcaggio” (dico bene?) delle murature. Comunque avrei solo il 50% delle ristrutturazioni e non il 110 perché si dovrebbe intervenire anche sulla struttura intera, comprese le abitazioni dei vicini.
Avrei anche un fabbricato C3 che ho affittato ad un artigiano, dove vorrei rinforzare le murature e la copertura, ma anche in questo caso ho risposte diverse:
geom. e arch.: ok al 110% perché sono una persona fisica e non l’artigiano che lavora nel laboratorio
ing.: niente 110% perché il C3 è escluso, a meno di fare cambio di destinazione in abitativo, oppure fare i lavori con il sismabonus normale al 70-75% per miglioramento di 1-2 classi.
Come si può pensare di iniziare dei lavori in queste condizioni?
Mi scusi lo sfogo ma è una vera babele.

stefano vignudelli

Buonasera, mi riallaccio ad un altro post. Consideriamo tipico edificio anni 30 in muratura portante sasso misto laterizio.

Q1: La realizzazione di un cordolo sommitale e la contestuale sostituzione della copertura quando si configura come intervento locale e quando invece come miglioramento sismico?

Q2: I limiti di snellezza sulle pareti interne, devono essere sempre verificati ?

Mattia

Devo fare un intervento locale (alleggerimento peso e miglioramento resistenza copertura) su una casa con addossato un magazzino/deposito. In tal caso occorre analizzare l’intera struttura o posso usare il metodo semplificato?

Mattia

Intervento locale..quindi analizzo intera struttura o solo localmente?

alessandra

Buongiorno Ing. Tarquini,
premetto che non sono un tecnico, mi seguono 2 ingegneri e li trovo ancora perplessi su questo tema. Ho un’immobile dei primi del 1900, senza vincoli, centro storico ma nessun vincolo, affiancato ad un altro immobile. Da verifiche effettuate l’US è composta da entrambi gli immobili. Secondo lei, se demolisco e ricostruisco la mia unità creando un giunto sismico tra le due, gli interventi che realizzo rientrano nel sismabonus 110%.
Ringrazio anticipatamente.
Alessandra

Last edited 4 mesi fa by alessandra
Alessandra

Grazie! Il problema è che l’altro immobile è di terzi e hanno ristrutturato qualche anno fa senza optare per un miglioramento sismico quindi penso di avere difficoltà a dimostrare che migliori entrambi con un giunto e una messa in sicurezza del suo muro.
Grazie per la veloce risposta!

Cristina

Buongiorno, abito in un condominio, il cui tetto a tavelloni e muricci è sprovvisto di impermeabilizzazione. Questo tipo di intervento non è compreso nè nel superbonus 110 nè nel sismabonus 110. Mi chiedo, se ci sono degli interventi di miglioramento sismico,non troppo invasivi (visto che ci abitiamo), che ci permetterebbero di “rifare” il manto del tetto. Grazie

elena

Buongiorno,
vorrei porle un quesito, sono proprietaria di una casa unifamiliare, avrei la possibilità da piano regolatore di modificare la sagoma del tetto (da quattro falde a due falde), l’ingegnere strutturista ha predisposto un progetto dove viene inserito un cordolo (come aveva già illustrato in un suo precedente articolo) e una nuova struttura in legno.
Questo tipo di intervento si configura come intervento locale o come miglioramento sismico (premetto che non andrei a fare nessun altro intervento a livello strutturale)?
Inoltre realizzando una coibentazione delle falde, nonostante cambi la sagoma del tetto, sarebbe possibile accedere ai superbonus 110% distinguendo gli interventi, e cioè:

  • struttura (cordolo in c.a. e struttura tetto in legno) sismabonus 110%
  • isolamento della copertura (dovrebbe superare il 25% dell’involucro) come elemento trainante superbonus 110% + sostituzione serramenti e fotovoltaico
Rosario

Buon giorno . Stiamo per ristrutturare il nostro palazzo (condominio con circa 60 appartamenti) con interventi locali di sisma bonus sulla parte delle fondamenta legatura plinti ecc. Vorrei sapere se potrebbe rientrare anche la sostituzione della copertura del tetto (ora è in tegole e il tetto e in cenento non coibentato)come intervento locale grazie per il tempo che ci dedica

Rosario

Mi scusi ingegnere rientra anche la sola sostituzione delle tegole ad esempio con la coibentazione e l’applicazione di pannelli più leggeri delle tegole o si necessita comunque della demolizione del tetto e del rifacimento totale? Grazie

Marco Balzarelli

Innanzitutto un cordiale saluto, Ingegner Tarquini.
Vediamo se ho capito. Siamo un gruppo di proprietari di un aggregato edilizio composto da tre fabbricati realizzati in due tempi: prima i due di testata e circa 50 anni dopo quello di mezzo che ha solo tre muri paralleli, due di facciata ed uno di spina, in modo che i solai non interferiscano con le murature dei confinanti. Come sempre in questi casi le altezze dei fabbricati differiscono di circa 1 metro, quindi i tetti sono indipendenti. Tutti insieme vorremmo rifare la copertura in legno (spingente), aggiungendo anche la correa.
Quindi da un lato sarebbe un intervento locale ed inoltre ci sarebbe anche un progetto unitario in quanto riguarderebbe l’intero aggregato. Dico bene o sbaglio? Inoltre credo che si potrebbe anche applicare il metodo semplificato essendo l’intervento previsto tra quelli indicati nelle tabelle dell’Allegato A (lo chiedo perché ci è stato detto che anche a livello di parcella sarebbe meno oneroso del metodo convenzionale). Grazie in anticipo.

Pasquale

Buongiorno,
parliamo di una palazzina terra-cielo confinante lateralmente con altri due immobili della stessa tipologia, da ristrutturare completamente.
Nello specifico vorrei sapere se il rifacimento del tetto in legno (molto malandato) che poggia sui dei muri perimetrali, potrebbe rientrare nel sismabonus, e, in tal caso, se rientrerebbe poi anche l’installazione di un impianto fotovoltaico sul nuovo tetto, visto che è orientato a sud.
La proprietà è composta da un primo e secondo piano (dove si trova questo tetto) e confina con due proprietà adiacenti ed una sottostante.
Il tecnico che ho consultato dice che per rientrare dovrebbe essere comunque fatto uno studio che riguarda il miglioramento sismico dell’intero stabile, compresa l’altra proprietà del piano terra.
Lo stesso tecnico, ha inoltre asserito che non rientra neanche nell’ecobonus 110% in quanto pur essendoci un caminetto solo al secondo piano, nell’APE è stato scritto che l’immobile è privo di impianto di riscaldamento.
Grazie e buon lavoro.

Rino

Buongiorno.
A proposito di interventi su una struttura esistente, vorrei avere un suo parere su un intervento di miglioramento sismico (passaggio da classe G a classe C) con aumento volumetrico inerente spese per la realizzazione del cordolo sommitale in c.a. e acciaio. Sono detratte le spese con sismabonus 110 anche se si tratta di un ampliamento volumetrico? Edificio in zona 2.

Matteo

Buongiorno ingegnere, e grazie per la sua esposizione puntuale e precisa.
Ho un quesito da porle: in qualità di progettista strutturale sto valutando il miglioramento sismico di una abitazione singola con struttura in muratura, solai e copertura in legno, posta su 3 piani fuori terra, ovviamente ai fini dell’applicazione del Sismabonus 110%. La mia intenzione è quella di procedere al rifacimento della copertura (con nuova struttura in legno e doppio assito incrociato connesso alle murature portanti) e consolidamento dell’ultimo solaio in legno mediante soletta in cls alleggerito e connessioni perimetrali con le murature, giungendo quindi al miglioramento sismico della struttura. Fino a qui nessun dubbio.
Presentando inoltre l’abitazione una scala interna con pedate ed alzate in lastre di marmo semplicemente incastrate nella muratura (con sbalzo notevole di 110 cm e di spessore ridotto) ho suggerito al committente la realizzazione di una struttura di supporto in acciaio al fine di evitare l’eventuale collasso dei gradini ed i conseguenti rischi che possano derivarne per i proprietari; si tratterebbe di fatto di una serie di travi in acciaio (ancorate alle murature portanti) che supportino l’estremità dei gradini trasformandone l’attuale schema statico a mensola in un più sicuro schema a trave appoggiata.
Secondo lei, tale ultimo intervento potrebbe rientrare in quelli che possono usufruire della detrazione del 110%?
Grazie per la disponibilità.
Distinti saluti.

Marco Cataldi

Buongiorno, non mi è chiaro ora cosa cambia, se prima ad esempio per rifare un tetto bisognava inserirci un cordolo che portasse a un miglioramento ora è possibile il rifacimento del tetto senza l’aggiunta di cordolo ma inquadrandolo come intervento locale?

Carlotta

Buongiorno,
gli interventi locali sono ammessi al Superbonus 110% solo per gli edifici in centro storico o in tutte le zone?

Giovanni

Buongiorno ingegnere,
vorrei sapere se è possibile usufruire del sismabonus 110 per il solo rifacimento di un tetto in legno (struttura portante e opere di completamento) poggiante su una soletta in c.a. in un fabbricato in muratura a duplice elevazione. E’ chiaro che l’intervento non migliora sismicamente l’edificio nel suo complesso ma solo la struttura portante del tetto attualmente non rispondente alle NTC 2018 , però è a tutti gli effetti un intervento locale. Grazie

Cédric

Buonasera ingegnere,
avrei un dubbio. Sono in contatto con un suo collega per il consolidamento di un solaio in legno di un edificio facente parte di un aggregato in centro storico.
Vorrei approfittare del super sisma bonus 110 ma lui ritiene che per accedervi, sia necessaria un analisi pre e post (oltre ad un altra serie di verifiche… geologiche, ecc..)
Il geometra che seguirà i lavori, dice che per gli interventi locali non serve tutto ciò.
Come bisogna comportarsi? Io leggendo le varie regole, interpelli, pareri, capisco che la cosa é interpretabile e a discrezione del tecnico che (si spera) é assicurato!!

Luciano

Buonasera, ho un fabbricato di sue piani fuori terra e sottotetto edificato in due tempi diversi. L’ultimo ampliamenti è dei primi anni del 1950. L’intero stabile ha due coperture entrambe a padiglione. Nel caso di supersismabonus se demolisco le due strutture, a padiglione e le sostituisco con un’unica copertura, sempre a padiglione, posso rientare nelle agevolazioni al 110%. Il fabbricato non è vincolato e non è in centro storico.
Grazie

angelo viscusi

Salve ingegnere, ho una curiosità da chiederle, come fa a far passare come intevento locale un consolidamento di una muratura portante con intonaco armato, cercando di lasciare invariata la rigidezza o al più facendola rientrare in quel + o – 15%. 

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