SISMABONUS e INTERVENTI LOCALI.

In questo articolo, parliamo di SISMABONUS.

Ed approfondiamo un aspetto che, a mio parere, rischia di renderlo in molte occasioni non applicabile.

Come forse avrai già sentito, con la recente pubblicazione del Decreto Ministeriale D.M. 329 del 06/08/2020 (modifica del Sismabonus), sono stati inseriti ulteriori interventi per cui è possibile ottenere la detrazione fiscale del 110% (il cosiddetto SUPERBONUS).

In particolare, è  ora possibile ottenere la detrazione, anche per interventi in cui non si aumenta nessuna classe di rischio sismico.

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Questo è, in effetti, vero. Per verificarlo, basta vedere il nuovo modulo di asseverazione ,il cosiddetto “ALLEGATO B”.   (*)

In fondo al modulo (dove si dichiara il passaggio del numero di classi di rischio sismico), è ora possibile dichiarare anche “NESSUNA CLASSE”.

Tra questi interventi, rientrano sicuramente quelli in cui si modifica un singolo elemento della struttura, ovvero gli INTERVENTI LOCALI.

Sono ad esempio interventi locali:

  • il rinforzo di un solaio, di una trave o di un pilastro.
  • la cerchiatura di un vano porta o di un vano finestra.
  • il consolidamento di un muro con intonaco armato.

Il progetto di questi interventi (proprio perché considerati dalla Normativa interventi locali), non richiede l’esame dell’intera struttura.

Ad esempio, se dovrò progettare il rinforzo di un solaio, non dovrò affrontare lo studio (e sopratutto il calcolo e la verifica), dell’intero edificio.

Da notare che questo modo di procedere sostanzialmente è corretto.

Infatti è quello che richiedono le Normative tecniche (in particolare le NTC 2018).

Ma qui arriva un… problema!

Quando andiamo a compilare il modulo di asseverazione del sismabonus (il modello visto sopra), ad un certo punto bisogna inserire la CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SISMICO.

E per avere la suddetta classificazione, c’è un unica via: effettuare il calcolo dell’intera struttura (nell’esempio precedente dell’intero edificio).

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In poche parole, il SUPERBONUS consente (in teoria) la detrazione anche per i singoli interventi su un edificio (l’intervento locale).

Ma poi (in pratica), rende di fatto necessario studiare e verificare l’intero edificio, nel suo complesso.

E ciò sicuramente comporta un impegno notevole, sia in termini di costi che di tempo (indagini da effettuare, spese di progettazione, ecc..).

Ad oggi, non sono giunti ancora chiarimenti da parte del Legislatore (in particolare dal MIT o dall’Agenzia delle Entrate).

Pertanto, nel caso di asseverazioni riferite ad un intervento locale, suggerirei di essere prudenti e prestare la massima attenzione!

Un caro saluto.
Ing. Luigi Tarquini.

(*) NOTA: L’Allegato B contiene degli errori! Ne parlo in quest’altro articolo.

AGGIORNAMENTO!! SONO USCITI
IMPORTANTI CHIARIMENTI.

LI TROVI IN QUESTO NUOVO ARTICOLO

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Paolo Cervino

Perfetto…. Chiarissimo moltovpiu di tanti filosofi.

Silvio F.

Buonasera ingegnere,
Volevo chiederle un parere sulla fattibilità di richiedere il sisma bonus in caso di interventi strutturali locali di vario tipo su solaio, tetto e pareti senza salto di classe sismica. Il dogma sta nel fatto che l edificio è composto da due unità strutturali addiacentri, la prima in muratura lapidea con solai in legno (1880) e la seconda in muratura di laterizio e soletta laterocemento (1960). Il fatto è che il proprietario che vuole fare l intervento possiede metà della prima e metà della seconda unità strutturale dell’ intero edificio, con accesso autonomo e proprietà da terra a cielo con nessuna parte comune se non il muro di spina dell edificio. Secondo lei è possibile richiedere il sisma bonus al 110% attestando nessun salto di classe e utilizzando il metodo semplificato tenuto conto che non si possono agevolmente eseguire diagnosi sull altra proprietà ( per altro già ristrutturata nel 2004)?

Antonino G.

Buonasera Ingegnere,
complimenti per il sito: chiaro ed utile!
In merito all’articolo ho un dubbio a cui non riesco a dare una risposta e mi permetto di chiedere un chiarimento…
Vorrei fare un importante intervento locale agendo unicamente su una singola proprietà, all’interno di un condominio; la proprietà consiste nell’ultimo piano del palazzo e sovrastante terrazzo su cui verte un piccolo volume. L’intervento locale consisterebbe in una modifica del volume comportante un rilevante alleggerimento della struttura (oggi in CA) ed un consolidamento/rinforzo dell’intero terrazzo (che ovviamente è anche copertura dell’edificio).
Il principale dubbio consiste nel capire se l’intervento può essere eseguito utilizzando il sisma bonus 110, anche se l’intervento non è un’intervento del condominio ma è eseguito solo a cura e spese del singolo proprietario.
Molte grazie!
Un cordiale saluto

Fabio

Salve ingegnere, grazie delle chiarificazione.
Vorrei porle una domanda, io nella mia ristrutturazione vorrei fare un intervento di cerchiatura su due muri portanti, unendo 2 stanze, è rinforzando la struttura.
Questo intervento rientra nel sismabonus?

TTB

Buonasera Fabio,
il mio immobile è una porzione di bifamiliare ancora disabitata. Con il vicino, che invece ci vive già, vorremmo fare dei lavori sul tetto in comune per renderlo antisismico.
La mia domanda è se posso contemporaneamente fare anche dei lavori locali di consolidamento dei solai solo nel mio immobile, sempre all’interno del sismabonus 110, anche se presentiamo la pratica come condominio.
Grazie mille

marco

Buonasera Ingegnere . La ringrazio per le informazioni preziose condivise.
ho un piccolo quesito.
Sono proprietario di un cielo terra a sezione quadrata angolare con due lati verso l’esterno e gli altri due con muri in pietra di 60cm verso altre due proprietà. La mia casa ha esito E (con scheda Aedes di inagibilità) è in aggregato e in centro storico di un borgo nella provincia di Teramo. Sull’aggregato è stato istituito un consorzio di ricostruzione totalmente inoperante, in quanto le altre case son tutte A e i proprietari non vogliono sentir parlare di lavori, il comune inoltre non ne vuole sapere di commissariare il consorzio inattivo.
dopo aver fatto scrivere da un legale al comune , il comune ha risposto che posso presentare una richiesta di titolo edilizio che sarà oggetto di valutazione
Sto quindi valutando la possibilità di intervenire individualmente perchè ormai son passati 12 anni dalla costituzione del consorzio e vorrei tornare a riusare la casa di famiglia. Ho interpellato un professionista che sostiene che gli interventi locali che dovrei fare cioè rifacimento solai, intonaco armato e ristilatura giunti sono ammissibili al superbonus 110% . io leggendo il famoso comma i del tuir considerando l’aggregato in centro storico ero molto scettico poi ho letto il suo annuncio. ho interpretato male o sembrerebbe possibile accedere al superbonus 110 anche nel mio caso .
La ringrazio in anticipo per il tempo che vorrà dedicarmi

Alessandro B.

Buongiorno Ing Tarquini,
ho letto i suoi post e vorrei porle delle domande in merito all’accesso al sisma bonus 110.
Mi scuso in anticipo se non uso un linguaggio tecnico e spero di essere chiaro nell’esposizione.
Sono proprietario di un appartamento in un piccolo stabile formato da 5 unità posto su due piani (PT, 1 e 2 piano) inserito nel centro storico di Firenze (piccole vie con casette di due o tre piani continue). Oltre i vari vincoli che non ci permettono di usufruire del bonus 110 termico (Regolamenti edilizi – continuo di facciata) siamo anche sotto vincolo paesaggistico.
Ciò premesso La casa risale al 700 ed il tetto è in cattive condizioni (travi portanti sottodimensionate, infiltrazioni e anzianità, mi passi il termine. Il tetto è condominiale e sotto c’è uno spazio (sottotetto) non calpestabile e non riscaldato e un cannicciato separa questo spazio dagli appartamenti (due) del secondo piano.
Unico intervento eseguito (memoria storica) dal 1920 è stato inserire nel 2001 una guaina tra le tegole e le pianelle del tetto per ovviare alle continue infiltrazioni e cercare di preservare la struttura in legno ma da un paio di anni in alcuni punti sono riprese.
Saremmo interessati al sisma Bonus 110 per rifare solo il tetto ma … possiamo usufruirne?
Rifacendo solo il tetto (quindi travi portanti e orditura) possiamo accedere?
Nel 110 sismico sono compresi anche la guaina e l’isolamento termico (che mi pare sia obbligatorio quando si riforma ex novo un tetto) e la linea salva vita obbligatoria?
Grazie anticipate
Buona giornata

MARIO VINCENZO

Stimatissimo Ing. Tarquini

nel ringraziarti per aver messo a disposizione l’utilissimo foglio di calcolo per unità immobiliari Sismabonus Automatico, sono qui a chiederti, se gentilmente puoi, sciogliermi questo ulteriore dubbio:

Ho un edificio composto da due unità residenziali + due pertinenze/garage al piano terra dello stesso edificio; le due unità residenziali e le relative pertinenze sono autonomamente accatastate con scale autonome ed indipendenti.

Per il calcolo del Sismabonus ho compreso che posso arrivare ad un importo di 384’000 Euro.

Per l’Ecobonus, se trasformo le pertinenze (accatastate come C2) in residenza, chiedendo un cambio di destinazione d’uso, ho diritto a 4 Ecobonus?

P.S. Le due unità residenziali sono accatastate F2 “unità collabente”, anche per queste verrà chiesto il cambio di destinazione d’uso in residenza.

Grazie per il tempo che CI dedichi, cordialmente

Ing. Mario Vincenzo

Simona

Buongiorno, io ho una bifamiliare terra-tetto con unità funzionalmente indipendente per ecobonus ma strutturalmente legata tra loro dal muro di mezzo (classica bifamiliare), vorrei procedere per la parte strutturale ad un intervento locale per mettere in sicurezza una scala in legno e il contiguo solaio. Il mio dubbio è questo:
Per fare questo tipo di intervento locale ho bisogno di avere la conformità di entrambi gli edifici o mi basta in quanto intervento locale avere la conformità della singola porzione di edificio oggetto di intervento? pare esistano due scuole di pensiero, una sostiene che puoi si fare intervento locale al 110% ma bisogna comunque calcolare l’intera struttura quindi serve conformità per le due unità immobiliari, chi invece sostiene che essendo intervento locale non necessità il coinvolgimento della seconda porzione di edificio.

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